Sono Giulietta e faccio l’architetto. Da qualche anno mi dedico allo studio del Feng Shui e dal momento in cui ho iniziato a farlo ho capito che non avrei più potuto fare a meno di considerare lo spazio e la realtà anche da un punto di vista energetico.  

Il Feng Shui è un’antica disciplina cinese che applica i principi della filosofia taoista allo spazio, all’uomo e all’interazione tra i due. In pratica si tratta di un sistema di lettura energetica della realtà che, secondo diverse scuole di interpretazione, permette di individuare da un lato relazioni, equilibri e disarmonie dall’altro gli interventi da attuare per ristabilire l’equilibrio. Il fine ultimo è il benessere della persona.

Non solo si parla di interazione tra spazio e individuo, ma anche di rispondenza profonda tra la casa e l’interiorità di chi la vive. Intervenire sulla casa significa andare a mettere mano alla parte più profonda nel nostro essere. Viceversa, quando sentiamo l’esigenza di cambiare qualcosa del luogo in cui abitiamo è possibile che sia dovuto al fatto che qualcosa dentro di noi sia cambiato e non ci si riconosca più nei luoghi che ci rispecchiavano in precedenza. 

Agendo sullo spazio dunque si può lenire un dolore, sedare delle ansie, dare spazio alla creatività, aprire le porte all’abbondanza, esprimere un’emozione.

Senza entrare nei tecnicismi lo scopo di questi brevi scritti sarà quello di aiutarvi a comprendere come si muove l’energia ed adottare qualche piccolo accorgimento per vivere al meglio nello spazio che vi circonda. 

INIZIAMO DALL’INIZIO: L’ENERGIA

Per quanto l’intento sia quello di essere lievi, qualche nozione tecnica di base occorre spiegarla, non me ne abbiate! 

Per il Feng Shui il principio energetico alla base della realtà è il CHI, il respiro di vita che pervade ogni cosa e che in un movimento continuo fluisce tra le due polarità dello YIN (positivo) e dello YANG (negativo). 

L’equilibrio si raggiunge nel movimento, che deve essere fluido e armonico. L’energia non deve stagnare né muoversi troppo velocemente: deve avere il tempo di impregnare ciò che tocca per nutrirla. 

L’immagine che meglio rappresenta questo movimento è quella di un ruscello che scorre vivace, tra le rocce. Talvolta l’acqua formerà qualche pozza cristallina, ma non diventerà mai stagnante, in alcuni punti gorgoglierà ma non dovrà mai essere troppo impetuosa.

Per fa sì che il flusso si mantenga armonico gli impedimenti che possono intralciare questo flusso vanno minimizzati. 

L’energia è come una chioma fluente. A volte, come dice Roberto il mio insegnante, è un po’ spettinata (io ne so qualcosa di capelli indomabili!); allora con tanta pazienza bisogna riordinarla, facendole “taglio e piega”. 

FACCIAMO PULIZIA e ORDINE

Per prima cosa occorre ripulire e decongestionare lo spazio. Puliamo i luoghi in cui viviamo ed eliminiamo la paccottiglia: tutto ciò che non ci è utile o che, peggio ancora, non ci piace o ci risulta pesante. I cumuli di roba inutilizzata e la sporcizia sono come acqua stagnante in cui l’energia giace in maniera non salutare. Questo non significa né gettare tutto dalla finestra per vivere in soggiorni monacali né passare la giornata con lo swiffer in mano. Come in tutto, anche in questo caso ci vuole la giusta misura. 

Fatelo periodicamente e tutte le volte che avete la sensazione che qualcosa nel vostro sentire o operare si sia inceppato. È un po’ come monitorare un circuito elettrico: ne garantisce il funzionamento evitando congestioni e sovraccarichi. 

In fin dei conti le nostre bisnonne, che la sapevano molto più lunga di noi, a primavera avevano l’abitudine di fare le grandi pulizie. E non in un momento casuale dell’anno, ma proprio durante la rinascita della natura dopo il lungo sonno invernale. Per accogliere un nuovo ciclo occorre creargli lo spazio di cui ha bisogno affinché possa crescere, svilupparsi e prosperare. Lo stesso accade nell’animo umano. Per accogliere il cambiamento è necessario fare ordine e creare spazio: sacco nero nella mano destra e straccio saranno garanzia di successo.  

UN LUOGO PER OGNI ATTIVITA’

Per quanto piccolo sia uno spazio dobbiamo cercare di dargli una struttura concettualmente ordinata in modo che l’energia abbia un percorso chiaro da seguire.

Per questo motivo occorrerebbe assegnare un luogo ad ogni attività che svolgiamo durante la giornata. 

La cucina è quello della preparazione dei cibi, il bagno della purificazione, la camera da letto quello del riposo, il soggiorno è quello dell’attività diurna. Certo… non sarà una tragedia se per una volta mangeremo sul letto o lavoreremo in camera: ogni tanto la trasgressione è fonte di grande soddisfazione! Per mantenere un buon equilibrio, però, occorre cercare di essere il più rigorosi possibile, soprattutto considerate le metrature degli appartamenti contemporanei non esattamente generose e la congestione di attività che si svolgono in epoca di lavoro da remoto. 

I luoghi si impregnano come spugne delle frequenze delle attività che vi vengono svolte e nel tempo le restituiscono. Pensiamo per esempio a una normale giornata lavorativa. Computer, mail, telefonate, tante parole, argomenti non propriamente bucolici, carico mentale, quasi sicuramente tensioni. Ecco, forse questi non sono gli ingredienti migliori dell’essenza con cui impregnare le pareti di camera vostra, il luogo del riposo e della rigenerazione.  Durante la notte quell’agitazione potrebbe venire a disturbare il vostro sonno. 

Certo, ci sono situazioni in cui la congestione è inevitabile, per esempio quando si vive in un monolocale. Ma possiamo sempre adottare degli accorgimenti per apportare delle migliorie, questo è quello che amo di questa disciplina. Possiamo per esempio creare un piccolo angolo studio con una scrivania e, a fine giornata, ripulire l’ambiente con un momento di decongestione. Pc spento, finestre aperte, musica classica, una candela purificante e una pinta di Barolo, che disinfetta. 

I LUOGHI DELLO STARE E DEL MOVIMENTO

Infine pensiamo alla conformazione dei luoghi che devono accogliere le varie attività: dovrà essere adeguate alla funzione a cui sono destinate

Non vi verrebbe mai in mente, per lo meno non da sobri, di dormire sdraiati in un corridoio o di correre sul letto (saltare invece è ammesso, ma sotto i 10 anni o in sporadici momenti di euforia). La conformazione dello spazio deve favorire l’attività che vi prende luogo e, se classifichiamo i luoghi della casa in base alla quantità di movimento che vi si svolge, automaticamente distingueremo i luoghi dello stare da quelli del movimento, con tutta una serie di sfumature nel mezzo. 

Dove ci si deve muovere velocemente, nei corridoi per esempio, lo spazio deve essere facilmente percorribile e sgombro. Una sedia in mezzo al corridoio ha la sola funzione di farci finire a pelle di leone sul pavimento.

I luoghi dove dovremo sostare, invece, dovranno accoglierci e, facendoci sentire protetti, permetterci di rilassarci. Per fare questo occorre che non siano attraversati da “correnti” fastidiose che scompigliano la quiete che devono infondere.

In un soggiorno, per esempio, se la zona dei divani è attraversata dal percorso principale che conduce alla cucina, quel luogo sarà regolarmente disturbato dall’interferenza della persona che passando impedisce il totale rilassamento di chi si trova sul divano. Quest’ultimo rimarrà sempre all’erta aspettando Godot. 

Per lo stesso principio in qualunque luogo dobbiamo sedere a lungo sarebbe meglio avere le spalle coperte e poter avere sotto gli occhi l’accesso alla stanza in modo da poter spegnere un po’ di “sensori” e dedicarci a quello che dobbiamo fare con tranquillità, per esempio magiare, lavorare o dormire. 

Anche in cucina possiamo adottare qualche accorgimento. La zona della cottura deve essere funzionale, pulita e sarebbe meglio se non desse le spalle alla porta. La cucina poi è il luogo di trasformazione del cibo e per questo è caratterizzato da un fermento decisamente superiore rispetto a dove il cibo viene consumato: nella zona del pranzo dovremmo sederci e fermarci per dare il tempo al corpo di nutrirsi. Per questo sarebbe meglio che la cucina fosse divisa dal resto della casa, ma nel caso non avessimo spazio sufficiente niente panico. Possiamo ovviare al problema prevedendo almeno un tavolo per il pranzo a sé stante al quale sedersi in modo da guardare le padelle in attesa di essere lavate. Vietato mangiare in piedi come i cavalli, questo è certo!