Ci ho provato e ho fallito (stavolta sì) e non me ne vergogno. Online si trovano centinaia di routine “di successo” da replicare. Promettono risultati miracolosi, appunto, e prodigiose trasformazioni.

Le routine sono quelle di imprenditori di successo, fantasmagorici CEO, premi Nobel e Presidenti degli Stati Uniti.

Ciascuna modellata sulle caratteristiche del personaggio protagonista. C’è chi si sveglia ogni mattina alle 4, chi beve acqua santa prima di scendere dal letto (kidding), chi si appende a testa in giù nella doccia e chi ha l’armadio pieno di magliette tutte uguali per ottimizzare i tempi.

Non vi dirò quale ho provato io, perché voglio che sperimentiate senza lasciarvi suggestionare.

Vi posso solo dire che la routine che ho tentato (invano) di replicare, prevedeva sveglia alle 5 per due settimane. Non vi dico dopo quanti giorni ho abbandonato.

Prima di scegliere, ho studiato e ho scoperto che quella più famosa è la Miracle Morning Routine. Questa routine prevede:

  • Silenzio
  • Affermazioni positive
  • Esercizi di visualizzazione
  • Esercizio fisico
  • Lettura
  • Scrittura

Fin qui tutto bene. Ho letto decine di articoli e recensioni, ed erano tutti felici e contenti. Quasi tutti i tester (entusiasti) seguivano alla lettera le indicazioni contenute nel libro. Non giudicherò questa routine perché non l’ho testata. Però ho notato che, quasi sempre, le regole vengono seguite con estremo rigore da chi l’ha recensita.

Vi faccio uno schema per farvi capire in che modo ci relazioniamo, io e il rigore:

Due strade parallele che non si intersecheranno MAI.

Ho sempre vissuto la mia vita da freelance a sentimento. Non ho mai avuto una vera e propria routine. In compenso ho sempre avuto un problema molto serio con Calendar. Blocchi colorati divisi per area tematica e un vero e proprio Tetris di incastri e impegni. Ad un certo punto questa cosa della pianificazione mi era sfuggita di mano e si era trasformata in un un vero e proprio OCD, per cui: se non riuscivo ad esaurire un blocco nei tempi previsti, sentivo di aver fallito in quella giornata. Se spostavo un blocco mi sentivo un’incapace. Se ne eliminavo uno, andavo in paranoia.

Durante la quarantena ho cominciato a fare ricerca per trovare la routine più adatta a me, perché avevo assoluto bisogno di abbandonare quello schema infernale su Calendar e adottare nuove, sane abitudini.

Perché quella di pianificare ad incastri non lo era, non era una sana abitudine, ma un tentativo disperato di tenere sotto controllo ogni momento della mia esistenza, con il risultato di farmi sentire costantemente in ritardo e inadeguata.

La Miracle Morning Routine (e tutte le altre) sembravano interessanti e promettevano grandi risultati, però nella descrizione si parlava di “Liste di controllo”.

Vediamo un attimo la definizione di “controllo”, prego regia:

controllo /kon’trɔl:o/ s. m. [dal fr. contrôle, ant. contrerole, propr. “registro che fa da riscontro a un altro”]. – 1.a. [il controllare qualcosa per verificarne la regolarità, l’esattezza, ecc.] ≈ accertamento, esame, ispezione, verifica. b. [il controllare qualcosa per verificarne il buon funzionamento] ≈ accertamento, check-up, esame, ispezione, prova, test. c. [il controllare qualcosa per verificarne il grado di completezza, di finitura e sim.: è necessario un ultimo c. sul testo] ≈ messa a punto, revisione. 2. [il vigilare su qualcosa, anche fig.: esercitare un c. sugli accessiimporre un c. sulla stampa] ≈ sorveglianza, vigilanza. ‖ disciplina, freno. ▲

Treccani

Tra tutte le brutte parole contenute in questa descrizione, quella che più mi terrorizzava era “FRENO”. Sono certa che le routine elencate online siano valide e scientificamente testate. Però a me, l’idea di “controllare” l’inizio della mia giornata (e quindi una porzione della mia vita) spaventa troppo.

Quindi, dopo aver rovistato online per mesi, dopo aver sperimentato routine fallimentari (per me), e dopo aver pensato (centinaia di volte) “vedi, ho fallito ancora), mi sono fermata e ho avuto un’epifania.

Tenetevi forte.

Non dovete per forza seguire la routine di qualcun altro.

Boom.

Lo so, mesi di studio per giungere ad una conclusione così gloriosamente scontata. Eppure…

Siamo costantemente bombardati da modelli di successo e ci convinciamo che replicarli ci porterà agli stessi risultati di chi ha inventato quegli schemi.

Il nostro successo, però, dipende solo ed esclusivamente da noi. Quindi dobbiamo imparare a modellare le nostre abitudini sui nostri bisogni, desideri e capacità, per assicurarci di fare qualcosa che ci stimoli e non ci freni.

Quindi, dopo tutto questo papiro, qual è la mia Miracle routine? (E fateci caso, non è un MORNING routine, perché sono abitudini che ho deciso di distribuire lungo tutta la giornata).

Prima, però, la regola numero 1 del mio piano: non devo per forza fare tutto, tutti i giorni. Se però riesco a completare almeno la metà dei punti sotto elencati, ho avuto successo e la giornata è andata bene.

Utilizzo un habit tracker perché mi piace studiare il mio cervello e analizzare i miei comportamenti (così, posso scrivere post lunghissimi e condividere con voi le mie incredibili scoperte scientifiche).

La mia routine prevede (esclusi colazione, pranzo e cena che – voglio dire – grazie):

  • Sveglia indicativamente tra le 8 e le 9 (perché, in tutta sincerità, mi piace dormire e ho scelto di lavorare come freelance anche per questo, lasciatemi una gioia)
  • Passeggiate varie con Toby
  • Due pagine del libro in corso
  • Una pagina di diario (anche solo 2 righe)
  • 10 minuti di EMDR, tapping, meditazione o visualizzazione (poi ne parleremo)
  • Allenamento (tennis, yoga o allenamento con l’app di Nike Training che spacca)
  • 1 podcast o Ted Talk o webinar. Qualcosa, insomma, che mi insegni qualcosa di nuovo
  • Sorridere (almeno 1, possibilmente più volte al giorno. Anche forzatamente, fa bene ai muscoli facciali)
  • Differenziata
  • Notizie

Soprattutto:

  • Niente pianificazione a blocchi, ma to-do list al mattino con tre priorità assolute + backlog di cose varie ed eventuali da fare (solo se riesco)

Come vedete, questa lista contiene di tutto un po’. Però: nessun orario. Nessun obiettivo temporale.

Si tratta semplicemente di buone abitudini che mi fanno stare bene, che portano valore alla mia giornata, che mi fanno sentire in pace con me stessa quando vado a dormire. Stimolano la mia creatività, fanno bene alla mia salute, mi rendono FELICE.

Durante questo esperimento, infatti, ho capito una cosa importante: non voglio una routine che mi renda una persona di successo. Voglio una routine che mi faccia sentire bene.

Fate ricerca, studiate, sperimentate. Però non copiate la routine di successo di altri, neppure la mia. Costruite la vostra e siate liberi. Siete freelance mica per altro, eh.


Se continui ad essere troppo severo/a con te stesso/a e pensi di essere programmato/a per il fallimento, dovresti leggere questo post.