Immagine: ©Il diario di Bridget Jones – 2001

Ci sono, capitano, esistono. Non sono mostri mitologici o leggende irlandesi. Sono reali e tutti, prima o poi, dobbiamo farci i conti. Sono i momenti neri, quelli in cui capita qualcosa che ti stravolge la vita, stravolge i tuoi piani. Tutto funziona più o meno bene, e poi una bomba atomica si schianta sul tuo tetto e il famigerato planning dell’anno va a farsi benedire. Il tuo business plan ti sembra importante quanto l’ultima puntata di Peppa Pig, gli impegni sull’agenda sembrano enormi buchi neri e non sai se riuscirai mai a fare ritorno da quel luogo oscuro in cui sei finita rotolando e ruzzolando con la leggiadria di un Erumpent.

Quando lavori freelance, la vita privata e la vita lavorativa spesso si confondono. Non è facile andare in ufficio e concentrarsi quando qualcosa di difficile è capitato nella tua sfera personale, ma avere una routine ‘imposta’ da rispettare aiuta molto a dividere i due ambiti, a mantenere (più o meno) l’equilibrio.

Quando invece l’ufficio è casa tua, svegliarsi la mattina e portare a termine tutti i punti della to-do list è più complicato. Ormai lo sapete, ad ottobre la famosa bomba mi è cascata in testa e ho dovuto fare i conti con un trasloco improvviso e ho riportato a Milano anche il mio lavoro. La prima settimana, neanche a dirlo, è stata tragica. Non avevo con me le cose che mi servivano, non avevo una scrivania e non avevo voglia, soprattutto, di mettermi al lavoro.

Ritrovare l’equilibrio è stato difficile, i primi giorni avrei solo voluto diventare un tutt’uno con il piumone, vivere di caramelle e dormire, dormire e dormire. Mi sono data un giorno per disperarmi, e poi sono passata all’azione. Non ho un team che si occupa dei miei canali social, dell’aggiornamento del mio sito o della catena di produzione, quindi ho preparato un piano per attutire al meglio la botta. Avrei poi avuto il tempo per cantare senza ritegno “all by myself”, ma prima dovevo mettere il mio piccolo business ai ripari. Assicurarmi che fosse tutto pronto per la valanga di emozioni che di sicuro -maledette- avrebbero provato a rallentarmi.

AVVISARE I CLIENTI E SCAVARSI UNA NUOVA GROTTA

Per me è stato il primo passo e anche il più difficile. Per fortuna il mio momento nero coincideva con un momento roseo per la mia attività. Stavo lavorando a progetti belli con clienti abituali, alcuni ormai amici. Prima ancora di inscatolare la mia vita ho comunicato loro che i lavori avrebbero subito leggeri rallentamenti per via del trasloco. Ho però dato subito delle nuove deadline per rassicurarli e soprattutto per dare a me stessa il tempo di riorganizzarmi. Sono stati tutti estremamente comprensivi, mi hanno regalato più tempo. Una settimana di standby per etichettare la mia vita in dieci borsoni e qualche scatolone, un paio di valigione e uno zaino. Una settimana per comprare una scrivania in offerta flash su Amazon, una sedia da ufficio e per ricollegare la stampante e la tavoletta al Mac. Ma poi? Una volta che l’ambiente di lavoro è stato ricreato, che si fa? Come si fa a riprendere il ritmo e a riprendere in mano la pianificazione?

CANTARE SENZA RITEGNO ALL BY MYSELF

e tutte le canzoni della playlist “Don’t look back” e “Work like a boss”. La musica ha sempre accompagnato ogni mio momento. Sono una di quelle persone che vivono con una voce narrante nella testa, e per ogni occasione ci vuole la giusta colonna sonora. Non ricordo un giorno, da quando ho iniziato a lavorare, senza musica nell’aria. Quando mi chiedono quali siano, per me, i vantaggi della vita freelance, rispondo sempre “al primo posto la musica”. Per i brevi periodi in cui ho lavorato in agenzia o in team, me ne stavo in silenzio con le cuffie nelle orecchie. La musica sparata ad un volume umanamente insostenibile. Il piedino che si muoveva a ritmo e una gran voglia di tirare un calcio alla sedia e lanciarmi in un’esibizione canora da Grammy (basta crederci). Da quando lavoro da sola posso farlo per tutto il giorno e mi aiuta a concentrarmi, a sfogarmi, a caricarmi. Il secondo passo, quindi, per superare un momento nero mantenendo alta la concentrazione è fare qualcosa che amiamo da morire. Anche quando non ero nel mood da musical mi forzavo ad ascoltare musica. Questa canzone, in particolare, è diventata la mia sveglia.

RENDERSI PRESENTABILI

Questa regola per me è sempre stata fondamentale, anche per i periodi più felici. Diciamoci la verità, quando si lavora da casa si rischia di vivere in pigiama, pantofole e mutandoni. Svegliarsi ogni mattina e vestirsi, truccarsi e farsi carine per scendere a prendere la spremuta aiuta, lo fa davvero. In un momento nero lo spirito di sopravvivenza è ai minimi storici e con molta probabilità l’unico slancio che si possa vagamente percepire è quello di rotolarsi tra le coperte e sperare che aderiscano al corpo. Da quando sono tornata qui, ogni mattina, mi sono alzata e mi sono fatta bella. Perché 1) non sai mai quando un cliente chiamerà su Skype per una delucidazione 2) devi comunque spararti il tuo riflesso sullo schermo del computer per 12h al giorno 3) il corriere potrebbe essere lui.

FESTEGGIARE I SUCCESSI

Ogni piccolo successo o traguardo durante un periodo nero va festeggiato. Può essere un logo approvato al primo progress, un preventivo accettato senza sconti, una deadline spostata di qualche giorno, un cliente che finalmente ha capito che Lorem Ipsum non è una parolaccia. Tutte le cose positive che capitano in questo periodo meritano un brindisi, un cupcake ricoperto di glitter e stelline di zucchero, un biglietto per il cinema o una cena fuori con gli amici. Premiarsi per il lavoro svolto è una ragione in più per lavorare bene. Mettere in moto questo meccanismo può essere incoraggiante per la creazione di un planning annuale che preveda obiettivi più importanti. Per ogni traguardo un premio, una festa, una gita fuori porta o un day-off. Durante il periodo nero, tutto ciò che riusciamo a fare è importante, persino infilarci calzini uguali o chiudere un’email con ‘buona giornata!’

SCRIVERE

Da tanti anni tengo sempre sul comodino un diario. Ogni sera, prima di andare a dormire, scrivo un pensiero e una lista di cose per cui sono grata. Quando sono tornata a Milano quel quaderno mi sembrava un mostro pronto a fagocitarmi. Avevo il terrore di prendere in mano la penna, per paura di lasciarmi andare ad un flusso di coscienza senza fine. Avevo paura di farmi travolgere dai sentimenti. Così, per non perdere la buona abitudine e per non rischiare l’ondata di tristezza, ho pensato di scrivere per un po’ solo liste.

Liste della spesa, to-do list, progetti che vorrei realizzare, viaggi che vorrei fare nel 2017, persone o clienti che vorrei rivedere a breve, posti belli da vedere a Milano e così via. In questo modo non ho tagliato fuori dalla mia routine extra-lavorativa una delle cose che ho sempre preferito, ma ne ho modificato provvisoriamente la natura per aiutarmi a gestire meglio il periodo nero.

Ha funzionato benissimo per me, e non solo ora sono diventata una maestra delle liste sul lavoro, ma ho ricominciato a scrivere i miei pensieri e la mia lista di gratitudine ogni sera. La scrittura aiuta a riordinare i pensieri, a svuotare la mente e a chiarire i propri obiettivi. Per me è stata indispensabile, anche stavolta.

NON PERDERE LA SPERANZA

Nei momenti neri anche l’intoppo lavorativo più insignificante può scavare dentro di noi un solco di disperazione e desolazione. Ma bisogna perseverare, continuare a credere che tutto sia possibile, persino tornare a sorridere per un brief dell’ultimo secondo, per la quarantasettesima modifica su un progetto, per un F24 da pagare. Tutte quelle piccole cose che durante il periodo nero sembrano insormontabili sono in realtà amplificate dall’emotività senza filtri. In un momento normale, sarebbero semplici task da barrare sulla nostra to-do list. Bisogna mettercela tutta per ridimensionare le grane, per accettare gli imprevisti e per gestirli sempre e comunque con professionalità ed impegno. E naturalmente non bisogna mai, mai perdere la speranza che le cose possano migliorare.

A giugno 2017 il commercialista potrebbe presentarsi con uno sguardo affascinante dicendo “l’anno prossimo esci dai minimi, baby.”

GODERSI IL SUCCESSO

Ad un certo punto….finirà. Il periodo nero finirà e tutto tornerà alla normalità. Una cosa, però, non sarà più la stessa: voi. Superare un momento difficile e mantenere in equilibrio vita privata e lavoro è una vera e propria scalata. Per quanto mi riguarda è proprio in questi momenti che capisco, ricordo. Capisco quanto sia importante il mio lavoro, quanto sia parte di me, della mia vita. Questa passione che sento dentro per ciò che faccio riesce a trascinarmi giù dal letto anche ora, anche quando sembra tutto un gran casino. Ricordo tutte le volte in cui un disegno mi ha fatto tornare il sorriso.

Bridget Jones è sempre stata una delle mie eroine preferite…un’eroina NORMALE. Passa dal piumone alla conquista di un’emittente televisiva, e non perde mai la sua semplicità ed ingenuità, nemmeno nei periodi più neri. In questo momento, più che mai, mi sento come lei. Mi sento una Freelance Jones, pronta per un bel giro sull’ennesima montagna russa. Pronta a farmi girare la testa, traballare…e poi a ripartire, più forte che mai.